La parte del fondo fotografico conservata presso l'Archivio consta di 3249 fotografie: 2163 riguardano l'Italia, le cui regioni più rappresentate sono il Veneto, l'Emilia Romagna, la Toscana e la Sicilia, mentre per quanto riguarda le singole città il primato spetta a Roma con 542 fotografie ed a Napoli con 151; 1086 gli altri Stati Europei (in particolare la Grecia con 409 fotografie seguita da Francia e Spagna), l'Asia ed i Paesi dell'Africa settentrionale.
Acquistato dall’Archivio Storico dell’Università nel 1995, il Fondo riunisce 997 diapositive che il fotografo Corrado Fanti scattò in occasione delle celebrazioni del IX Centenario. Si tratta di una nutrita raccolta di immagini di palazzi, musei e ambienti dell’Università; vi si trovano rappresentati dipartimenti, facoltà, laboratori, oggetti e sale museali, collegi, aule, nonché alcune vedute di Bologna.
Il fondo è giunto all’Archivio fotografico come parte di un lascito testamentario a favore dell’Ateneo. Gli albums di fotografie e le scatole di negativi e diapositive sono il frutto dell’attività amatoriale di Giovanni Cavagnino. Vi figurano data, soggetto, e persino il tipo di fotocamera utilizzato. Con identica premura egli redasse anche una rubrica dove appuntò in brevi note le cognizioni essenziali circa la tecnica degli strumenti fotografici e la meccanica dei componenti, agevolmente consultabili grazie all’ordine alfabetico.
Il fondo è costituito da circa 300 fotografie realizzate dall'architetto Raffaello Scatasta negli anni 1998-99. L'intero gruppo documenta i quindici anni di attività che hanno letteralmente trasformato l'assetto edilizio dell'Università di Bologna. Esse hanno costituito, infatti, la documentazione fotografica della pubblicazione "La casa dell'Università. Lo sviluppo edilizio dell'Ateneo di Bologna dal 1986 al 2000".
Per informazioni: sandra.marciatori@unibo.it
Il fondo raccoglie quasi 6000 fotografie (circa 1300 positivi, 1800 lastre e pellicole negative, 2800 negativi di piccolo formato) scattate tra il 1935 e gli anni ’70, frutto della ricerca di Antonio Simoni. Assai noto nella Bologna del dopoguerra per la sua singolare perizia di restauratore di armi e orologi antichi, Simoni mostrò sensibilità e competenza non comuni anche nel campo delle arti figurative e della fotografia, che impiegò sia al servizio della sua attività professionale, sia a supporto di una personale ricerca estetica. Il materiale fotografico conservato spazia dall’oggettistica agli scorci cittadini, dalle opere d’arte a immagini della prima Guerra Mondiale e della guerra d’Africa.
Parte di queste fotografie figurano riprodotte in:
Antonio Simoni, I Sidamo fedeli sudditi dell’Impero, Bologna, Cacciari, 1940;
Antonio Simoni, Orologi italiani dal Cinquecento all’Ottocento, Vallardi, Milano, 1965.
Il fondo è costituito da 218 fotografie in bianco e nero che l’Archivio Storico dell’Università ha ricevuto dalla Camera del Lavoro di Bologna. Le immagini documentano le manifestazioni di protesta di studenti e lavoratori che hanno avuto come scenario la città e alcuni momenti della vita accademica. Vi si trovano i primi cortei del 1968-69, le proteste che contrassegnarono l’uccisione di Francesco Lo Russo (11 marzo 1977), fino alle manifestazioni degli anni ’80.
Piccola ma pregevole raccolta, il fondo contiene 85 immagini tra fotografie e cartoline. Il materiale è stato raccolto da Mario Biavati nel 1936, quando partecipò alla Guerra d'Etiopia, e donato nel 2004 all'Archivio storico dell'Università dai suoi familiari. Ben 60 scatti sono stati eseguiti direttamente da Mario Biavati, fotografo amatoriale nato a Traghetto (FE) il 1901 e vissuto a Bologna sino al 1950. Arruolatosi come volontario, parte per la Guerra d'Etiopia nel 1936 al seguito del
VI Autoreparto Divisione Tevere, che opera sul fronte sud, comandato dal
Generale Graziani. Le 65 foto ritraggono esclusivamente il territorio e gli abitanti di Somalia ed Etiopia; benché scattate durante una campagna militare, non figurano immagini di guerra. Le 17 cartoline della medesima provenienza raffiguranti nudi di fanciulle eritree.
L'album si apre con una voluminosa prefazione che ci introduce alla vita professionale del Cav. del Lavoro Giulio Locatelli, fondatore, presidente e direttore generale della Ceramica Scala S.p.A., Scala Espanola S. A., Scala Syntex S.p.A., e Scala Rhoss S.p.A.. La presentazione articola in dettaglio la filosofia che ha sorretto la sua feconda attività. L'apparato fotografico contiene immagini degli stabilimenti durante il ciclo produttivo e talune cerimonie ufficiali quali la visita del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat allo stabilimento Scala e la posa della prima pietra all'asilo Sacro Cuore.