Sono oramai passati dieci anni da quando un
gruppo di studiosi e di sostenitori entusiasti cominciò a
progettare un "Museo degli Studenti e della goliardia",
progetto via via allargatosi fino a includere le varie espressioni
del mondo studentesco europeo dalle prime forme ad oggi.
Il
progetto ha quindi acquisito una successiva denominazione che
ne riflette l’evoluzione: “Museo Europeo degli
Studenti” - MEUS.
Nessuna città meglio di Bologna può vantare titoli
maggiori per ospitare un tale museo. La città che si fregia
degli attributi di dotta, di Alma Mater Studiorum, può considerarsi
a buon diritto come "città degli studenti": non
solo perché da dieci secoli qui si raccolgono, anno
dopo anno, migliaia di giovani, ma anche
perché molti secoli fa proprio a Bologna gli studenti si diedero comuni regole di convivenza, fissarono nei propri statuti una precisa disciplina interna, idearono rituali e cerimoniali che divennero altrettanti elementi fondanti la propria identità di gruppo.
La mobilità del mondo studentesco che oggi, dopo qualche secolo di pausa,
torna a connotare le peculiarità della formazione degli intellettuali,
costituì un veicolo naturale della diffusione di questi costumi e comportamenti,
da un'università all'altra, per l'intera Europa.
Grazie a quei giovani, prendeva corpo quell'Europa degli intellettuali il cui
patrimonio di pensiero e di ideali costituisce ancor oggi la base più solida
nella costruzione dell'Europa dei popoli.