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L’antico rito della depositio - Der alte Brauch der depositio

L’antico rito della depositio

La deposizione ha costituito per alcuni secoli la cerimonia di iniziazione – comune alle principali università europee ed in particolare a quelle germaniche – alla quale venivano sottoposti i giovani prima di essere accolti come membri delle comunità studentesche: essi erano immaginati come bestie immonde alle quali occorreva troncare corna, segare zanne, limare gli artigli, ripulire le orecchie da ogni impurità, osservando una precisa liturgia (vedi ad es.: Ritus depositionis, Argentorati 1680, qui esposto). Una volta spogliati degli attributi animaleschi, ai giovani veniva fatto ingoiare sale e vino per purificarne le viscere e finalmente, dopo aver offerto cibo e bevande ai nuovi compagni, essi erano ammessi nel gruppo. La cerimonia era presieduta solitamente dal decano della facoltà delle arti (depositor); lo stesso Lutero presiedette a svariate deposizioni pubbliche e nei suoi discorsi ne sottolineò il carattere fortemente simbolico. Nel corso della prima età moderna, nelle università tedesche questo rito fu ufficializzato dalle autorità accademiche allo scopo di esercitarne il controllo, contenendo le intemperanze che spesso ne contrassegnavano lo svolgimento. Qui il rito sopravvisse più a lungo che altrove: l’ultima testimonianza di una deposizione autorizzata risale al 1774 a Tubinga.

Der alte Brauch der depositio

Dieser Brauch bildete mehrere Jahrhunderte lang an den wichtigsten europäischen und im Besonderen an den deutschen Universitäten den Initiationsritus, dem die jungen Leute unterzogen wurden, bevor sie in die Gemeinschaft der Studenten aufgenommen wurden: sie wurden als eine Art unreiner Tiere angesehen, denen zunächst die Hörner gestutzt, die Zähne abgeschliffen, die Krallen geschnitten und die Ohren von jeder Verunreinigung gesäubert werden mussten, wobei ein genauer Ritus eingehalten wurde (s. z. B. das hier ausgestellte Ritus depositionis, Argentorati 1680). Nach Entfernung der tierischen Merkmale mußten die Anwärter Salz schlucken und Wein trinken, um auch ihr Inneres zu reinigen, und dann ihre neuen Kameraden mit Speise und Trank bewirten, bevor sie in die Gruppe aufgenommen waren. Den Vorsitz bei diesem Ritus führte normalerweise der Dekan der Fakultät der Freien Künste (der depositor); auch Luther leitete mehrere dieser öffentlichen Aufnahmezeremonien und betonte in seinen Tischreden ihren stark symbolischen Charakter. An den deutschen Universitäten erhielt dieser Brauch im Verlauf der frühen Neuzeit seitens der akademischen Obrigkeit einen offiziellen Charakter, um ihn dadurch unter Kontrolle zu halten und die Exzesse zu verhindern, zu denen es dabei häufig kam. In Deutschland wurde dieser Brauch länger als anderswo gepflegt: die letzte offizielle Zeremonie dieser Art ist 1774 in Tübingen bezeugt.

   
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